Ti riporto a un momento non troppo lontano: sono in fila in un negozio fisico, con in mano un pacco di pile AA, e mi chiedo perché non le abbia semplicemente ordinate online. Saltiamo al 2026, e quella scena sembra quasi di un’altra epoca. Oggi l’ecommerce non è solo una comodità: è la spina dorsale del retail globale, e i numeri dello shopping online sono davvero impressionanti.
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Dopo anni passati a costruire SaaS e strumenti di automazione per i team ecommerce (e oggi come co-fondatore di Thunderbit), ho visto con i miei occhi come le vendite online siano passate da attività secondaria a vero motore del mercato. In questo articolo ti accompagno tra le statistiche più interessanti sullo shopping online e le tendenze ecommerce del 2026. Che tu gestisca un business ecommerce, coordini un team sales o sia semplicemente appassionato di analisi dati, questi numeri ti aiuteranno a capire dove sta andando il mercato e come cavalcarne la crescita.
Il quadro generale: ecommerce e vendite online nel 2026

Partiamo dall’alto: le vendite ecommerce globali per il 2026 sono stimate tra 6,88 trilioni di dollari (scenario prudente) e 7,4 trilioni (previsioni più alte), pari a circa il 21–22% di tutte le vendite retail nel mondo (Shopify, SellersCommerce). In ogni caso, non stiamo parlando solo di una fetta grande della torta: stiamo parlando dell’intera panetteria.
E con quasi 2,86 miliardi di persone che acquistano online (SellersCommerce), l’ecommerce è ormai un mercato davvero senza confini, sempre acceso.
Perché conta? Perché scala e velocità delle vendite online stanno cambiando tutto: dalle supply chain ai budget marketing. Se tratti ancora l’ecommerce come un “optional”, stai perdendo di vista il punto in cui oggi si concentra la maggior parte della crescita del retail e dei clienti.
Crescita ecommerce: quanto sta accelerando lo shopping online?
Se durante la pandemia hai distolto lo sguardo anche solo per un attimo, probabilmente ti sei perso un decennio di crescita ecommerce in un solo anno. Ma anche con il ritorno alla normalità, la spinta non si è fermata. Le vendite ecommerce globali sono cresciute del 9,6% nel 2023, per poi assestarsi su un tasso annuo di crescita del 7–8% fino al 2026 (Shopify). Per fare un confronto, il retail tradizionale cresce di circa il 3% all’anno (Craftberry).
Ma il vero dinamismo si vede nei mercati emergenti. Sud-est asiatico e America Latina guidano la corsa con tassi di crescita tra il 14% e il 23% (Craftberry). Le Filippine sono in testa con una crescita del 23%, seguite da Thailandia (20%) e Malesia (15,5%) (Shopify). Anche se mercati maturi come Germania e Svizzera rallentano verso una crescita a una cifra, il motore globale dell’ecommerce è ancora lontano dall’esaurirsi.
I driver principali? Più accesso a Internet, logistica più efficiente, adozione del mobile e diffusione dei percorsi di acquisto “phygital”, in cui online e offline si fondono in un’esperienza unica e fluida (Payments Industry Intelligence). In breve: l’ecommerce continua a crescere, solo con nuovi protagonisti e nuove regole.
Shopping online in cifre: ricavi globali e quota di mercato
Vediamo i numeri nel dettaglio:
| Anno | Ricavi ecommerce globali |
|---|---|
| 2021 | ~$5,0 trilioni |
| 2022 | ~$5,3 trilioni |
| 2023 | ~$5,8 trilioni |
| 2024 | ~$6,33 trilioni |
| 2025 | ~$6,86 trilioni |
| 2026 | $6,88T–$7,4T (intervallo tra SellersCommerce, Shopify, eMarketer) |
| 2027 | ~$7,96 trilioni (previsione) |
Entro il 2027, parliamo di quasi 8 trilioni di dollari di vendite online globali (SellersCommerce). Quasi tre volte il livello del 2018.
Quota di mercato? Le vendite online sono salite dal 18% di tutto il retail nel 2019 a 21,8% nel 2026 (SellersCommerce), e la crescita continua.
Dove va il denaro?
- Cina: 3,2 trilioni di dollari nel 2025 (circa il 50% dell’ecommerce globale) (Craftberry)
- USA: 1,3 trilioni di dollari nel 2024 (SellersCommerce)
- Regno Unito, Giappone, Germania: tra 0,4 e 0,7 trilioni di dollari ciascuno (Craftberry)
Ma non sottovalutare Sud-est asiatico, India, America Latina e Africa: queste aree stanno recuperando terreno molto in fretta, con milioni di nuovi acquirenti che ogni anno entrano online.
I tassi di penetrazione cambiano parecchio: Cina, Corea del Sud e Regno Unito registrano il 30–45% del retail online, mentre alcune economie in via di sviluppo restano sotto il 10% (Craftberry). Questo significa che c’è ancora tantissimo margine di crescita.
Chi compra: demografia dello shopping online e comportamento dei consumatori
Ti sei mai chiesto chi sono quei 2,8 miliardi di acquirenti online? Ecco la ripartizione:
- Cina: 904 milioni di acquirenti digitali
- USA: 288 milioni di shopper online (SellersCommerce)
Si parla praticamente di tutti gli utenti Internet negli USA, e nelle aree urbane della Cina non si è molto lontani. Con la diffusione dell’accesso a Internet, soprattutto da smartphone, stanno entrando nel mercato anche i primi acquirenti in India, Sud-est asiatico, Africa e America Latina.
L’età conta: Gen Z e Millennials sono gli acquirenti online più assidui: oltre la metà dice di fare shopping online almeno una volta alla settimana (SellersCommerce). Sono anche loro a guidare le tendenze su piattaforme come Instagram e TikTok (Craftberry). Ma non sottovalutare Gen X e Boomer, soprattutto in categorie come grocery e salute: i consumatori più adulti acquistano online con sempre maggiore naturalezza.
Altri comportamenti chiave:
- Il 34% degli acquirenti fa almeno un acquisto online a settimana (SellersCommerce)
- Il 99% cerca informazioni e legge recensioni prima di comprare (SellersCommerce)
- Il 52% ha acquistato da un rivenditore internazionale (SellersCommerce)
Oggi l’acquirente online è informato, molto attento alle recensioni e sempre più globale.
Mobile commerce: il ruolo dello smartphone nelle tendenze ecommerce

Se non stai ottimizzando per il mobile, stai praticamente lasciando soldi sul tavolo (e probabilmente fai anche alzare gli occhi al cielo alla Gen Z). Il mobile commerce rappresenta ormai il 59% di tutte le vendite retail online, per un totale di circa 4 trilioni di dollari di ricavi (Craftberry). In Asia-Pacifico il dato è ancora più netto: l’85% delle transazioni online avviene da mobile. La stagione natalizia 2025 è stata la prima in cui il mobile ha superato il 50% della spesa online per un’intera stagione, toccando il 56,4% di quota mobile (e il 66,5% il giorno di Natale) secondo Adobe Analytics: l’era del checkout “desktop first” è ufficialmente finita.
Negli USA, il mobile commerce dovrebbe arrivare a 900 miliardi di dollari nel 2025, quasi la metà di tutto l’ecommerce (Craftberry). A livello globale, i dispositivi mobili generano circa il 73% delle transazioni ecommerce (TekRevol).
Best practice mobile:
- Il design responsive è indispensabile
- Checkout ottimizzato per il mobile (Apple Pay, Google Pay, ecc.)
- Valuta un’app nativa per aumentare la retention
Curiosità: i checkout via mobile web hanno un tasso di abbandono del carrello del 32% più alto rispetto ai checkout in-app (MarketingLTB). Se vuoi evitare che i carrelli restino lì a prendere polvere, rendi l’esperienza mobile il più fluida possibile.
Social commerce: come i social media spingono le vendite online

Ti ricordi quando i social servivano solo per meme e foto di neonati? Oggi sono un centro commerciale da trilioni di dollari. Le vendite globali di social commerce hanno raggiunto 998 miliardi di dollari nel 2024 e si prevede che supereranno 1,1 trilioni nel 2025 (Capital One Shopping). Entro il 2030 si arriverà a 1,6 trilioni.
Negli USA:
- 104,7 milioni di persone (36% dei consumatori online) acquisteranno sui social nel 2025
- Il social commerce vale circa il 7–8% dell’ecommerce statunitense (Capital One Shopping)
Piattaforme leader:
- Facebook: il 46% degli acquirenti social globali ha comprato qui
- TikTok: 26% (con la Gen Z in testa)
- Instagram: 21%
- In Cina, Douyin e Xiaohongshu sono enormi
Gli influencer contano tantissimo: il 30% dei consumatori digitali ha acquistato un prodotto dopo aver visto un post di un influencer (Capital One Shopping). Live shopping e checkout integrati rendono più facile che mai passare da “mi piace” a “acquista”.
Per i brand questo significa farsi trovare dove i clienti scorrono il feed. I social non sono più solo un canale marketing: oggi sono un canale di vendita diretto.
I giganti dell’ecommerce: marketplace e retailer online leader
Parliamo dei grandi nomi. Entro il 2026, i marketplace rappresenteranno l’87% di tutta la spesa retail online globale (Payments Industry Intelligence). Questo significa che quasi nove dollari su dieci dell’ecommerce passano da piattaforme come Amazon, Alibaba, JD.com, Walmart, Shopee, MercadoLibre e altre.
Amazon: resta il più grande in Occidente. Secondo i risultati FY2025 di Amazon (depositati il 2026-02-05), le vendite nette hanno raggiunto 716,9 miliardi di dollari, con un incremento del 12% anno su anno. Considerando il volume del marketplace di terze parti, il GMV totale di Amazon ha superato circa 830 miliardi di dollari nel 2025 (Marketplace Pulse) — i venditori terzi generano ormai circa il 69% di questo GMV. Negli USA, Amazon cattura ancora circa il 38% del retail online.
Alibaba Group: il re della Cina, con il 23% del GMV ecommerce globale (DOIT Software). Alibaba e JD.com insieme generano circa la metà di tutto l’ecommerce mondiale.
Walmart: il secondo retailer ecommerce negli Stati Uniti, con un approccio omnicanale molto solido.
Player emergenti: Temu (di proprietà di Pinduoduo) è passato da zero a il 24% dei pacchi ecommerce transfrontalieri diretti negli USA entro il 2025 (Digital Commerce 360). Shein, Shopee, MercadoLibre e altri stanno guadagnando terreno in fretta, soprattutto nei mercati più dinamici.
Per i brand, essere presenti su questi marketplace è quasi obbligatorio. La portata è enorme, ma lo è anche la competizione.
Abbandono del carrello, conversioni e sfide dello shopping online

Ecco la parte meno divertente: il 70% dei carrelli online viene abbandonato (Baymard). In pratica, su 10 persone che aggiungono un prodotto al carrello, solo tre completano davvero l’acquisto.
Per dispositivo:
- Mobile: fino all’84% di abbandono
- Desktop: 72% di abbandono (MarketingLTB)
Principali cause di abbandono:
- Costi imprevisti (spedizione, tasse): 55%
- Creazione obbligatoria dell’account: 18%
- Checkout lungo o complesso: 17%
- Errori o crash del sito: 9%
- “Sto solo guardando”: fino al 48% (MarketingLTB)
Tassi di conversione: la media globale è 2–4% (SpeedCommerce). Il desktop converte al 4,8%, il mobile al 2,9%.
Come migliorare?
- Semplifica il checkout (meno passaggi, guest checkout)
- Comunica i costi in anticipo
- Offri più opzioni di pagamento
- Usa elementi di fiducia (badge di sicurezza, policy di reso chiare)
- La velocità conta: ogni secondo extra di caricamento aumenta l’abbandono
Anche un piccolo aumento del tasso di conversione può generare grandi ricavi su larga scala.
Pagamenti digitali: come pagano gli acquirenti online
I tempi in cui la carta di credito era l’unica opzione sono finiti. I portafogli digitali rappresentano ormai circa il 50% delle transazioni ecommerce globali (ClearlyPayments). Parliamo di PayPal, Apple Pay, Google Pay, Alipay, WeChat Pay.
Le carte valgono ancora circa il 25% dei pagamenti, soprattutto in Nord America e in Europa, ma in Asia dominano wallet e app bancarie.
Bonifici bancari e pagamenti in tempo reale: 15% dei pagamenti online globali.
Buy Now, Pay Later (BNPL): 5% a livello globale, ma di più in alcune aree e tra i consumatori più giovani.
Contanti e crypto: presenti ma marginali — il contante vale circa il 3% (soprattutto nei mercati in via di sviluppo), le criptovalute meno dell’1%.
Consiglio pratico: offrire il giusto mix di metodi di pagamento può aumentare le conversioni. Il 16% degli acquirenti statunitensi non completa l’ordine se non trova il metodo preferito (eMarketer).
Vendite online per categoria di prodotto: cosa vende di più nell’ecommerce
Alcune categorie sono vincitrici costanti, altre stanno crescendo rapidamente:
- Moda e abbigliamento: 27,5% dei ricavi ecommerce globali (ECDB)
- Elettronica e media: 15–20% a livello globale
- Hobby, tempo libero e intrattenimento: giocattoli, giochi, libri, articoli sportivi — molto forti in mercati come la Francia
- Generi alimentari: 9–10% dei ricavi ecommerce globali, e in forte crescita (Payments Industry Intelligence)
- Arredamento e home decor: 5–10% a livello globale, con valori più alti in alcuni mercati
- Salute e bellezza: crescita rapida, soprattutto in Cina
Categorie con crescita più veloce: grocery, prodotti per animali, integratori per la salute, attrezzature fitness, prodotti digitali.
Ogni regione ha le sue specificità: il fai-da-te è molto forte nel Regno Unito, arredamento in Italia e Francia, mentre i prodotti per animali crescono dove l’adozione di pet è esplosa.
Focus regionale: le tendenze ecommerce nel mondo
Asia-Pacifico: è l’epicentro. La sola Cina rappresenta oltre il 50% dell’ecommerce globale (Craftberry). India e Sud-est asiatico crescono a ritmi vertiginosi.
Nord America: mercato maturo, ma in crescita. L’ecommerce USA supera 1,2 trilioni di dollari nel 2024 (SellersCommerce). Amazon domina, ma l’omnicanalità è molto avanzata.
Europa: molto diversificata. L’Europa occidentale ha una penetrazione ecommerce del 15–20%, con il Regno Unito in testa al 28%. L’Europa orientale sta recuperando.
America Latina: la regione che cresce più velocemente. Brasile e Messico sono i mercati più grandi, MercadoLibre è il colosso locale.
Medio Oriente e Africa: ancora in fase iniziale, ma in forte espansione. In Africa la base di utenti ecommerce dovrebbe superare i 500 milioni entro il 2025 (Trade.gov).
Messaggio chiave: ogni area geografica ha un proprio profilo ecommerce: localizza, adatta il messaggio e non dare per scontato che ciò che funziona in un mercato funzioni anche in un altro.
L’ascesa di AI, automazione e tecnologia nell’ecommerce

Lo ammetto: sono un po’ un nerd dell’AI. Va bene, forse più di un po’. Ma non serve essere tecnici per capire quanto l’AI stia trasformando l’ecommerce.
- L’80% dei retailer online usa l’AI in qualche forma (Capital One Shopping)
- La personalizzazione guidata dall’AI può aumentare i ricavi ecommerce fino al 40%
- Il 74% dei consumatori preferisce i chatbot per le domande semplici
- I chatbot retail possono aumentare le conversioni del 67%
- Il 93% delle aziende ecommerce ritiene che l’AI dia un vantaggio competitivo (SellersCommerce)
L’AI non è solo roba da grandi player come Amazon. Oggi esistono strumenti pronti all’uso per personalizzazione, chatbot, ottimizzazione dell’inventario e prevenzione delle frodi. Anche le aziende di medie dimensioni possono beneficiarne.
E sì, in Thunderbit stiamo costruendo strumenti basati sull’AI per aiutare i team ad automatizzare l’estrazione dati e i flussi web, perché nessuno vuole passare la giornata a copiare e incollare informazioni prodotto in un foglio di calcolo.
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Eventi di shopping online: Black Friday, Cyber Monday e vendite natalizie
Se ti sei mai chiesto perché il sito del tuo retailer preferito va in crash durante il Black Friday, ecco la risposta:

- Black Friday 2025: 11,8 miliardi di dollari di vendite online negli USA in un solo giorno, +9,1% anno su anno — ed è stato il primo Black Friday in cui il mobile (52,2% dei ricavi) ha superato il desktop (Adobe via TechCrunch).
- Cyber Monday 2025: 14,25 miliardi di dollari, +7,1% anno su anno — ancora il singolo giorno di shopping online più grande nella storia degli USA. Il BNPL ha superato per la prima volta 1 miliardo di dollari in un solo giorno (Adobe).
- Cyber Week 2025 (Thanksgiving–Cyber Monday): 44,2 miliardi di dollari online, +7,7% anno su anno (Adobe).
- Intera stagione natalizia 2025 (1 nov–31 dic): 257,8 miliardi di dollari online, un record, +6,8% anno su anno (Adobe).
- Singles' Day 2025 (Cina, tutte le piattaforme): 1,695 trilioni di RMB (~236,6 miliardi di dollari), +14–17% anno su anno nel periodo esteso di cinque settimane. Alibaba e JD hanno di nuovo scelto di non pubblicare il GMV complessivo (eMarketer, ECDB).
Questi eventi non riguardano solo gli sconti: generano picchi enormi di traffico, logistica e aspettative dei clienti. Alcuni retailer realizzano il 20–30% delle vendite online annuali durante il periodo festivo.
Consiglio pratico: pianifica la capacità, fai scorta e assicurati che il sito regga il picco di traffico. E magari tieni anche una pallina antistress a portata di mano.
Fulfillment dello shopping online: consegna, resi e aspettative dei clienti
Il punto è questo: la vendita non è finita finché il pacco non arriva nelle mani del cliente e il cliente ne è soddisfatto.
- L’82% degli acquirenti dice che la spedizione gratuita è più importante della spedizione veloce (Capital One Shopping)
- Il 66% si aspetta la spedizione gratuita su ogni ordine
- L’80% accetta di aspettare 4–7 giorni se la spedizione è gratuita
- Il 41% compra solo dove sono previsti resi gratuiti
I retailer stanno investendo in fulfillment più rapido, magazzini regionali, automazione e metodi di consegna alternativi (locker, punti di ritiro, persino droni in alcune aree). Ma il vero elemento distintivo è affidabilità e comunicazione: i clienti vogliono sapere quando arriverà il pacco e vogliono che arrivi puntuale.
I resi sono un problema, soprattutto nella moda, dove il tasso può superare il 30%. Offrire resi semplici crea fiducia, ma va bilanciato con i costi.
Takeaway principali: cosa significano i numeri delle vendite online 2026 per il tuo business ecommerce
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Chiudiamo con le lezioni più importanti emerse da queste 90+ statistiche ecommerce:
- L’ecommerce è il protagonista: 7 trilioni di dollari di vendite, oltre 3 miliardi di shopper e una crescita rapida. Se non sei online, sei invisibile.
- Mobile e social sono il cuore dell’azione: 73% delle transazioni da mobile, oltre 1 trilione di dollari nel social commerce. Ottimizza per il mobile e incontra i clienti sulle piattaforme che amano.
- I marketplace dominano: l’87% della spesa retail online passa attraverso giganti come Amazon e Alibaba. Usali per ampliare la portata, ma non trascurare il tuo brand e il tuo sito.
- La conversione è dura, ma vale la pena: tassi del 2–4%, 70% di abbandono del carrello. Semplifica il checkout, offri più metodi di pagamento e comunica i costi in anticipo.
- Il fulfillment fa la differenza: spedizione gratuita, tempi di consegna chiari e resi semplici sono ormai requisiti minimi.
- AI e automazione sono essenziali: personalizzazione, chatbot e logistica intelligente non sono optional, ma strumenti necessari per competere.
- Pensa globale, agisci locale: ogni area ha trend, piattaforme e preferenze di pagamento diverse. Localizza il tuo approccio.
- Preparati ai picchi: Black Friday, Singles' Day e altri eventi generano vendite enormi, ma solo se sei pronto a gestire il traffico.
Se vuoi automatizzare i workflow ecommerce, estrarre dati prodotto o semplicemente risparmiare al tuo team le solite frustrazioni da foglio di calcolo, dai un’occhiata a Thunderbit e alla nostra estensione Chrome. Per altri approfondimenti sulle tendenze ecommerce, visita il Thunderbit Blog.
Il futuro dell’ecommerce è veloce, guidato dai dati e ossessionato dal cliente. I numeri non mentono: mettiamoci al lavoro e rendiamo il 2026 il tuo anno migliore.
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